Frappe e chiacchiere e… chiacchiere e…

E’ tempo di carnevale è tempo di dolci chiacchiere…. Secondo molti l’origine delle chiacchiere risalirebbe all’epoca romana in cui venivano fatti dolcetti a base di uova e farina chiamati “frictilia” che venivano appunto fritti nel grasso di maiale e preparati dalle donne romane per festeggiare i saturnali (festività  corrispondente al nostro carnevale); si usava farne in grosse quantità in quanto semplice da realizzare ed a basso costo e dovevano servire per tutto il periodo della Quaresima. Altra leggenda vuole che il nome “chiacchiere” risalga alla regina di Savoia che appunto un giorno durante una amabile “chiacchierata” le venne fame e dunque ordinò al cuoco di corte, Raffaele Esposito, di fare un dolce che potesse allietare lei ed i suoi ospiti e quindi egli, prendendo spunto dalla chiacchierata regale, diede il nome di chiacchiere a quel dolce veloce , semplice e sfizioso che preparò al momento.
Bugie, cenci, cioffe, crostoli, fiocchetti, frappe, galaniguanti, intrigoni, latughe,  maraviglias, merveilles,  sfrappole , ghisa , sossole , sprellegalarene, stracci, pampuglie, risole ………. ogni regione e città italiana li chiama a modo suo questi dolci di antichissima tradizione che qui vi propongo avvolti da zucchero a velo o intinti in un delicato ed avvolgente sciroppo agrumato.

Ingredienti:

Per la pasta:

500 g. di farina 0
30 g. di burro
2 tuorli d’ uovo
1 uovo intero
1 cucchiaio di zucchero
1 presina di sale
vino bianco per impastare (meglio se moscato)
olio di semi di arachide biologico  per friggere

Per la finitura:

zucchero a velo q.b.

in alternativa:

500 g. di zucchero
succo di un limone
scorza grattugiata di due limoni e di due arance
200 ml acqua

 

 

  1. Procedimento:
    Sulla spianatoia ponete la farina a fontana e nel mezzo mettete il burro, le uova, lo zucchero ed il sale, impastate il tutto con il vino bianco fino ad ottenere una pasta liscia e morbida ma che non si attacchi al piano di lavoro, avvolgetela nella pellicola da cucina lasciandola riposare non meno di un’ora.
  2. Trascorso il tempo stendete la pasta, aiutandovi con il matterello o con l’apposita macchina, in una sfoglia molto sottile ricordandovi di spolverizzare la spianatoia con un po’ di farina, poi, con un coltello o con la rotella dentata, ricavatene dei nastri con forme e dimensioni che vi suggerisce la vostra fantasia.
  3. Nel frattempo fate riscaldare, in una pentola capiente, abbondante olio fino alla temperatura opportuna (170°), tuffatevi i nastri di pasta che in pochi secondi raggiungeranno una colorazione lievemente dorata, quindi scolateli su carta da cucina assorbente.
  4. Accomodate le chiacchiere in un piatto da portata spolverizzandole con abbondante zucchero a velo*.

* In alternativa alla finitura con zucchero a velo potreste preparare uno sciroppo ponendo in una pentola lo zucchero, l’acqua, il succo di un limone e le scorze grattugiate di limoni ed arance. Fate cuocere fino al raggiungimento di una temperatura di 110° e comunque. fino a che lo zucchero, preso tra la punta del pollice e quella dell’indice, non formi un filo trasparente: attenzione! lo zucchero non deve caramellare. Una volta pronto lo sciroppo tuffatevi delicatamente e poco alla volta i nastri di pasta, scolateli e poneteli a piramide sul piatto di portata.

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